La prospettiva critica che è possibile disegnare a proposito della personalità artistica di Letizia Zombory ci consegna una opportunità di visione su un mondo, di cui è possibile osservare il dispiegamento di una sensibilità delicatamente poetica che incontra ed incrocia uno sviluppo organico di forme nel cui contesto produttivo convergono numerosi fattori cost itutivi che si dispiegano, di fatto, come principi di proprietà identitaria.
Già altrove abbiamo cercato di spiegare che ciò che nella pittura della nostra artista si propone in termini ‘categorialmente’ rilevanti di sintesi espressivo surreale (al riparo, quindi, dall’ingabbiamento ‘stilistico’ espressionistico surrealistico) cost ituisce il punto di forza della pittura della Zombory, una pittura che, facendo leva sulla genuinità
sorgiva dei sentimenti, riesce a proporre una ‘rappresentazione’ tutt’altro che omologata della realtà che ci circonda.
Si stabilisce una pregnanza onirica, che consente alla artista di proiettarsi con la mente nelle stagioni passate della storia, interpretando l’essenza significativa di momenti di vita di quei modelli di civiltà che ci hanno preceduti, lasciandoci scoprire come la realtà delle cose non trovi sostanziale modificazione di accenti morali, ma solo e semplicemente di costumi specifici, legati, appunto, alla contingenza dei tempi.Questo rapporto molto particolare intimo, vorremmo suggerire della Zombory con
la storia fa sì che ella possa costruire nel suo dettato creativo l’immagine corposa e convincente di un racconto che si propone, a prima vista, di facile leggibilità, ma che occorre scandagliare con attenzione in tutte le sue parti (anche quelle più minute) per co gliere il senso profondo di una narrazione che sa farsi disvelativa di mozioni dell’animo ed anche di ansia di conoscenza.
Letizia Zombory ha alle sue spalle un vissuto umano ricco di esperienze, il cui frutto ella distilla in tocchi semplici e convincenti, andando a coniugare passato e presente sullo sfondo di una consistenza immaginativa in cui ciò che prevale e dà forza alla narrazione è l o spirito di ‘rappresentazione’ che distingue tutto lo sviluppo del suo racconto per immagini. Ed, infatti, la nostra artista non ha bisogno di far ricorso ad una immagine che restituisca la consistenza di una ‘raffigurazione’ di pedissequ a adesione alla realtà fenomenica, giacché ella distingue opportunamente tra ‘rappresentazione’,
che è il richiamo ideale alle cose, dalla ‘raffigurazione’, che ne è, invece, la trasposizione fedele e, molto spesso, anche, però, fredda ed anonima.
La pittura della Zombory è, di tutt’altro che anonima: essa si caratterizza in modo precipuo e definito, collocandosi nella sfera di una pratica figurativa che trova radici lontane e di alto prestigio, come quelle, ad esempio, che distinguono la pienezza di contenutistica dell’opera di Laurence Stephen Lowry, artista artista che ha saputo farsi che ha saputo farsi interprete delle rilevanze morali e sociali del suo tempo, lasciandone cospicua e ricca interprete delle rilevanze morali e sociali del suo tempo, lasciandone cospicua e ricca testimonianza.
Alla stessa maniera ed evidentemente con i tratti distintivi e specifici della propri a personalità Letizia Zombory compie un’impresa di analogo significato storico; ed è proprio per tali ragioni che a noi sembra doveroso e giusto suggerire la sua personalità alla attenzione valutativa e fruitiva, dal momento che i suoi lavori sanno restituirci un’immagine di noi stessi, un’immagine volutamente filtrata dal velo della
trasposizione narrativa storica.